Un tempo i fiori, oltre ai messaggi d'amore, portavano quelli di speranza, di desiderio, di addio.
La vita attuale è meno ricca di simboli, i rapporti tra le persone sono, almeno apparentemente diretti, per cui il ruolo che i fiori svolgono è ora assai diverso da quello passato, anche se non si è certo esaurito.
Verso il X secolo, quando le dame delle corti d'Oriente attendevano, rinchiuse negli harem, le volontà dei sultani, mentre le signore d'occidente languivano in castelli e conventi, sognando matrimoni liberatori, da questi luoghi segregati non uscivano soltanto sospiri, ma anche fiori, con significati precisi, destinati a qualcuno che sapeva comprenderli. Vigeva, praticamente, tramite i fiori un codice segreto, continuamente arricchitosi nel corso dei secoli e divenuto proprio un mezzo di comunicazione con il mondo esterno. Quanto ai nomi dei fiori, la loro origine risale in alcuni casi a tempi lontanissimi in altri, ovviamente, più recenti; in particolare ciò riguarda le specie la cui scoperta è stata subordinata a quella del continente in cui esse si trovano, per esempio l'America.
Il maggior contingente di nomi è di derivazione greco - latina; sono importanti anche le influenze germano-celtiche, asiatiche (turco, sanscrito, cinese), più recentemente americane, raramente australiane ed africane. Il nome di un fiore, o di una pianta, dipende esclusivamente da chi l'ha scoperto. La nomenclatura scientifica ha archiviato nomi di vegetali dedicati a personaggi mitologici (Centaurea, Dyanthus), a famosi naturalisti (Linnaea, Matthiola), ma anche al maestro (Fuchsia, Zinnia) dello scopritore, oppure al colore dei fiori (Viola), all'uso che se ne può fare (Borrago officinalis), all'epoca in cui fioriscono (Colchicum autumnale).
I casi sono così numerosi che non è possibile elencarli tutti.
Di seguito potrete trovare alcuni nomi di piante con qualche notizia sul nome, sul significato, sul messaggio che racchiudono, con particolare riguardo per il fiore. Non sono riportati fiori notissimi, come le rose e le margherite, dato l'enorme numero di significati assunti da questi fiori. Essi, infatti, a seconda che siano isolati o in mazzi, tutti di un tipo o mescolati con altri fiori, di uno o più colori, a fiori semplici o a fiori doppi, possono assumere un significato oppure un altro. Nel caso delle margherite, l'esclusione è dipesa anche dal fatto che, sotto questo nome, è compreso un gran numero di piante, diverse l'una dall'altra (Bellis, Aster, Anthemis, Crysanthemum) ognuna delle quali ha un proprio significato.
Aconitum lycoctonum
Nome composto, derivato dalle parole greche lukos = lupo e kteino = uccidere.
Nel linguaggio dei fiori sta a significare la simulazione.
Ageratum houstonianum
Dal greco ageratos, che vuol dire “che non invecchia”. E' una pianta messicana dai fiori blu - lilla. Porta il nome che presso i greci si applicava all'immortalità. Se inviata, stava a rappresentare una dichiarazione di eterno amore.
Amaryllis belladonna
Deve il suo nome alla pastorella celebrata da Virgilio, la bella Amarillide. I suoi fiori rappresentavano la fierezza oltre che la dignità e l'orgoglio.
Anemone Coronaria
Dal greco anemos = vento, in riferimento ai luoghi ventosi nei quali cresce.
Anemone era una Ninfa della corte di Flora, la cui bellezza offuscava tutte le altre. Zefiro e Boreo (o Borea? Da cui Bora) erano due venti, innamorati di lei. Flora, invidiosa del suo successo, la tramutò in questa pianta che fiorisce prima della primavera. Abbandonata da Zefiro, la povera Anemone, sottoposta alle rudi carezze di Boreo, appassì e i suoi petali furono dispersi dal vento. Il fiore di questa pianta è il simbolo dell'abbandono.
A. hepatica
Il suo nome deriva dalle foglie trilobate, sfumate di bruno, che somigliano al fegato umano. Per tale motivo è stata impiegata quale rimedio contro il mal di fegato. Il suo significato è di fiducia mal riposta poiché è inefficace per curare il mal di fegato.
A. nemomsa
Etimologia latina, significa boscosa, ombrosa. Il nome volgare di questa pianta è, infatti, Anemone dei boschi, o Silvia. Simboleggia la malattia in quanto, mescolata al foraggio,può causare la morte del bestiame.
Aquilegia vulgaris
Dal latino aquilegus = che raccoglie acqua, con riferimento alla conformazione ad urna dei suoi fiori, tanto strani da giustificarne il significato di stravaganza. Secondo altre fonti simboleggia l'amor nascosto.
Arnica montana
Il nome è la probabile alterazione di ptarmica, parola greca che vuol dire «che fa starnutire». Significa pericolo; è usata come rimedio contro le conseguenze delle cadute in montagna. L'Arnica si distilla abusivamente (grappa d'Amica) in tutto l'arco alpino; tale illegalità è ampiamente riscattata dalla sua effettiva efficacia.
Artemisia vulgaris
Secondo alcuni è dedicata ad Artemide, secondo altri prenderebbe il nome da Artemisia, sposa di Mausolo, re della Caria, cui ella eresse una tomba di bellezza tale da essere considerata una delle 7 meraviglie del mondo. Questa è anche l'origine del termine Mausoleo. Il suo fiore è il simbolo della fedeltà coniugale.
Asphodelus albus
Nome di origine incerta, probabilmente preindeuropea, già usato in Grecia per indicare questa pianta. Omero immagina che i suoi fiori, che ornavano sepolcri, riscoprissero il prato dove si aggiravano le anime dei morti (Odissea). Secondo gli antichi greci i defunti si cibavano delle sue radici. Donare i fiori di Asfodelo esprime rimpianto.
Begonia
Il genere Begonia è dedicato a Michel Bégon, governatore francese di San Domingo, nel XVII Sec. Questa pianta è diffusa nelle regioni montagnose del Messico e del Brasile.
Chi regala una Begonia, anche un ibrido coltivato, vuol dimostrare un amore tranquillo.
Borrago officinalis
Nome di origine araba, che vuol dire «sudorifero», per le proprietà di questa pianta.
È il simbolo dei cambiamenti, perché il fiore, dapprima color porpora, diventa poi azzurro.
Calendula officinalis
Significa pena, essendo questo fiore nato dal dolore di Venere,come è ricordato nella celebre quartina:
Veuve de son amant quando jadis
Cythérée
Mela ses pleurs au sang de son
cher Adonis,
Du sang naquit, dit-on, l'anémone
pourprée,
Des pleurs naquirent les soucis.
Calluna vulgaris
Etimologia incerta. È un'ericacea diffusa nelle brughiere desolate, il nome volgare è Brugo. E' il simbolo della solitudine.
Carlina acaulis
Secondo la leggenda prende il nome da Carlo Magno che avrebbe usato le radici per curare i suoi soldati malati di peste. Anche questa pianta esprime solitudine, forse per l'aspetto scostante delle sue spine. La chiusura dei capolini annuncia l'imminenza di un temporale.
Centaurea cyanus
Deve il suo nome al colore azzurro (cyanus) del fiore, dedicato al Centauro Chirone, considerato un esperto, in alcuni casi l'inventore della medicina. Il nome volgare, oltre al comune Fiordaliso, è di batti-suocera. Per strano che possa apparire è il simbolo della delicatezza.
Cheirantus cheiri
L'origine greca del nome vuol dire «da tenere in mano», in virtù del suo profumo e della sua bellezza. E' la Violacciocca rupestre. Il messaggio contenuto in questo fiore è di solidarietà nella disgrazia.
Cistus
Il nome del genere è di origine incerta. Secondo alcuni deriva direttamente da kistos, il nome greco di questa pianta. Secondo altri, da kystis, che vuol dire vescica.
I fiori di Cistus incanus, C. monspeliensis, C. salvifolius quindi sia rosa che bianchi, sia grandi che piccoli, sono tutti il simbolo della gelosia a causa dei loro stami che si agitano senza ragione apparente, come fanno le persone gelose.
Colchicum autumnale
Si chiama così per la sua patria d'origine, la Colchide. E' l'ultimo fiore che veste i prati alla fine dell'estate, per questo è il simbolo dell'autunno. In un messaggio, che conclude una storia d'amore, significa: «I bei giorni sono passati».
Convaliaria majalis
Nome composto da due parole, quella greca leirion = giglio e quella latina convallis = valle; quindi, Giglio delle valli. Il nome volgare di Mughetto dipende dal suo odore di Noce moscata. Il suo significato è il ritorno della felicità.
Crocus sativus
Dal greco filamento, in allusione ai lunghi stimmi o alle fibre che circondano il bulbo.
Secondo un'altra interpretazione il nome latino, dato da Teofrasto, starebbe a ricordare il giovane Croco disperato nel vedere l'appassionata Smilax deperire d'amore per lui. Per alleviargli questa sofferenza, fu trasformato dagli dei in fiore. Questa leggenda è riportata da Ovidio e Orazio. Il significato di questo fiore è: «Non esagerare!».
Cyclamen europaeum
Il nome generico deriva dal greco kyklos = giro, poiché il penducolo fiorale è rivolto verso il suolo. Il ciclamino è simbolo dell'amore carnale.
Dahlia variabilis
Questo fiore porta il nome del botanico svedese Dahl, allievo di Linneo. Il suo significato è riconoscenza. Un mazzo di Dalie racchiude il seguente messaggio: «La mia riconoscenza è pari alle vostre premure».
Dianthus caryophyllus
Letteralmente dal greco, fiore di Zeus (Dios genitivo di Zeus, anthos = fiore). E' il comune garofano, che simboleggia il capriccio. Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta che Diana, irritata dalla insistenza dello sguardo di un pastore, gli strappò gli occhi. Calmatasi,non sapendo cosa farne, gettò sul bordo del sentiero quei due occhi che, in fondo, le piacevano; essi divennero due garofani.
Il garofano selvatico, D. carthusianorum, è il simbolo dell'amore filiale. Il garofano variegato rappresenta, invece, un rifiuto alle proposte amorose. Il garofano rosso porpora, rappresenta l'orrore. I condannati a morte, durante la Rivoluzione francese, portavano un garofano di colore dirigendosi alla ghigliottina. Il garofano bianco è il simbolo dell'amicizia; quello rosa, dell'omertà e delle intese con vantaggi reciproci. Il garofano rosso scarlatto simboleggia l'energia, oggi si direbbe il decisionismo.
Digitalis purpurea
Deve il nome ai suoi fiori a forma di ditale. Simboleggia la consolazione.
Euphorbia
Il nome di questo genere di piante, deriva dal greco euphorbion = ben nutrito, in considerazione dell'abbondante latice, irritante per le mucose. Strofinandosi gli occhi, dopo aver toccato una Euforbia, si passa una notte insonne per l'irritazione. Forse, per questo, il messaggio che tali piante contengono è: «Ho perduto il sonno per te».
Euphrasia officinalis
Dal greco ilarità (eu = ben, phren = mente). Pianta erbacea, appartenente alle Scrofulariacee, volgarmente chiamata rompi - occhiali, data la sua virtù di rendere gli occhi così luminosi da mandare in frantumi le lenti. Il suo significato è: «Il tuo sguardo mi ha trafitto».
Ferula communis
Dal latino ferula = verga. Con questa pianta si sferzavano i ragazzi troppo vivaci. Era infatti usata nelle scuole per le punizioni corporali. In senso figurato rappresenta il castigo, la correzione. Il messaggio moralizzante contenuto nell'invio di questa pianta era: «Il tuo comportamento è sconveniente e potrai incorrere in una punizione».
Fucsia magellanica
A questa pianta cespugliosa, dai bellissimi fiori rossi, è stato attribuito il nome del botanico bavarese Fuchs. La pianta in fiore si invia come omaggio alla grazia e alla gentilezza.
Galanthus nivalis
È più noto come bucaneve, per la sua fioritura molto precoce. La denominazione binomiale deriva dal greco gala = latte, anthos = fiore, mentre l'aggettivo latino nivalis sta per bianco come la neve o per coperto di neve. Il messaggio che questo fiore reca è di felice presagio.
Gentiana lutea
Secondo una leggenda il suo nome deriva da quello di Gentius, il re illirico che avrebbe scoperto le proprietà medicinali delle radici di questa pianta, con le quali fin dall'antichità si preparano liquori tonici e stimolanti. Nel linguaggio dei fiori vuol dire: «Sono tutto/a tuo/a».
Gladiolus segetum
Il nome deriva dal latino gladiolum, diminutivo di gladium = spada, per la sua forma allungata; comunemente viene detto Spadacciola. Secondo alcune fonti simboleggerebbe il dolore e avrebbe preso origine dalle lacrime di Apollo «per l'uccisione, da lui malauguratamente arrecata, del prediletto suo Giacinto». Secondo altri, invece, avrebbe il significato di provocazione.
Helianthus annuus
Il nome generico deriva dal greco (helios = sole, anthos = fiore), mentre il nome specifico sta a significare che si tratta di una pianta annuale, a differenza di H. tuberosus (Topinambur) che invece è perenne. Il nome volgare (Girasole) deriva dal caratteristico eliotropismo delle calatidi pendenti, costantemente rivolte in direzione del sole. Originario delle regioni meridionali degli Stati Uniti e del Perù, in questi paesi è spontaneo nelle praterie. Il suo significato : «Amo solo te». Le ragazze Incas lo offrivano come prova d'amore.
Heliotropium europaeum
Il nome proviene dalle parole greche helios = sole, tropos = direzione (o indeur. trepein = rivolgersi), poiché anche questa Borraginacea, reagisce agli stimoli luminosi incurvandosi nella direzione da cui essi provengono. Anche questo fiore significa: «Ti amo».
Hemerocallis flava, H. fulva
Il nome del genere di questa Liliacea è di origine greca. È un nome composto dalle parole hemèra = un solo giorno e kalos = bello poiché i fiori hanno esistenza effimera. Le due specie hanno fiori, rispettivamente, di colore giallo e rosso aranciato. In contrapposizione alla breve vita dei fiori, il loro significato è: «Io persevero».
Hyacinthus orientalis
Suprema risorsa per avere dei fiori in casa anche durante i mesi più freddi, questa Liliacea prende il nome da Giacinto, il grazioso fanciullo amato da Zefiro e Apollo. Un giorno, mentre i tre giocavano a campana, Zefiro geloso di Apollo gettò la piastrella sulla testa di Giacinto che cadde morto. Apollo, per consolarsi, lo tramutò in questo fiore. Ma chi ha veramente ucciso il povero Giacinto? Non era stato proprio Apollo? (vedi Gkzdiolus segetum). Il Giacinto è il simbolo dei divertimenti.
Hydrangea hortensis
Il nome deriva dal greco ydraagogos = che porta acqua, per via della somiglianza delle capsule seminali,con dei piccoli catini. E' notissima con il nome di Ortensia e significa gloria dimenticata.
Iris germanica, I. florentina, I. sibirica e altre il suo nome sta per Iride, in virtù della varietà dei colori dal bianco al violetto intenso. Iride nella mitologia è la messaggera degli dei, particolarmente cara a Giunone, che la tramutò in arcobaleno affinché annunciasse agli uomini, dopo la pioggia, il ritorno del sereno.
Nel linguaggio dei fiori significa: «Buone notizie».
Leontopodium alpinum
La stella alpina prende il suo nome dal greco (leontos genit. Di leon = leone, podos genit. di pous = piede) per la sua forma che ricorda l'impronta del leone. Questa Composita, dalle foglie lanuginose e piccoli capolini circondati da brattee feltrose, è nota anche come Edelweiss, nome di origine germanica (edel = nobile, weiss = bianco). Il suo significato è di purezza divina, forse perché più sale in alto, più il suo color bianco diventa evidente. Pinkerton si domanda: «Come non muore di freddo lassù nel suo piccolo abito di peluria grigia?».
Lium candidum
È il Giglio di Sant'Antonio. Il nome di derivazione celtica (li=bianco) secondo altra fonte deriverebbe dal greco (leirion = giglio). Il Giglio bianco è il simbolo della purezza. I greci ritenevano che tale fiore avesse avuto origine dal latte di Giunone. E' considerato il re dei fiori, come la rosa la regina. Infatti è simbolo di regalità fin dai tempi degli egiziani e dei babilonesi. E' l'emblema dei re di Francia.
La martagon
Il nome deriva dal turco (martagan = specie di turbante) per la forma dei suoi fiori. Il suo nome comune è di Giglio gentile o Martagone. Questo fiore è il simbolo della verginità mistica.
Lonicera caprifolium
Il genere è dedicato a Lonitzer, mentre il nome della specie potrebbe riferirsi o alla predilezione delle capre per questa pianta o al fatto che il fusto volubile si arrampica come una capra. Proprio per questo suo tenace arrotolarsi ad ogni possibile sostegno il Caprifoglio è il simbolo del legame amoroso; è anche denominato,infatti, laccio d'amore.
Luzula nivea
Il suo nome volgare è di erba lucciola poiché deriva dal latino lucere = lucente.
Questa piantina, con infiorescenze a spighetta di colore bianco-argento, brilla nelle faggete. Malgrado il suo semplice aspetto è il simbolo della vita.
Malva silvestris
Il nome greco di questa pianta dai fiori rosa è Malache; potrebbe derivare dalla parola malakos = morbido, molle a causa delle proprietà emollienti delle foglie e dei fiori in decotto, oppure per la morbidezza delle sue foglie. Anche il suo significato è in relazione alla morbidezza; è infatti il simbolo della dolcezza e del buon carattere.
Matricaria chamomilla
Dal latino matrix = utero, perché questa usata come emmenagogo. La denominazione specifica, deriva dal greco chamai = a terra e mélon = pomo, per l'odore dei fiori che ricorda quello di certe mele. È il simbolo della calma e, come messaggio, esprime amicizia.
Matthiola incana
Più nota come violacciocca, questa pianta è dedicata al celebre naturalista e botanico del Rinascimento Pierre Andrea Mattioli (o Matthiolus). È una Crocifera spontanea, anche coltivata per i suoi profumatissimi fiori a grappolo. Il suo significato, nel linguaggio dei fiori, è di bellezza durevole.
Melissa officinalis
Pianta appartenente alla famiglia delle Lamiacee, tribù Satureiee, il cui nome è chiaramente ispirato alla particolare attrazione che il profumo dei suoi fiori esercita sulle api.
Simboleggia la gaiezza.
Myosotis awensis, M. alpestris, M. palustris
A questo nome per la forma delle foglie che ricorda le orecchie dei topi (dal greco mys =topo al genit. mios, otos = genit. di orecchio). I nomi delle specie derivano dagli ambienti in cui esse vivono. È il Non-ti-scordar-di-me, chiamato comunemente così anche in francese (Ne-m'oubliez-pas), in inglese (Forget-me-not) e in tedesco (Vergissmeinnicht).
E' il simbolo del ricordo.
Narcissus poeticus
Il nome è di origine preindoeuropea. Narciso, figlio della Ninfa Liriope (dall'aspetto di Giglio), era cosi preso dalla propria bellezza che gli dei, per unirlo di tanta fatuità, lo condannarono alla contemplazione della sua immagine, rispecchiata dalle acque, fino a morirne. Il narciso è il simbolo dell'autoesaltazione. Riceverlo in dono non è un complimento.
Nelumbo nucifera
Nome di probabile origine senegalese (nelembi). Il nome volgare di questa pianta è di Loto indiano o Loto sacro (il nome indiano è di Nélombo). Il termine «Loto» è motivo di confusione poiché è stato adoperato per un gran numero di piante terrestri o acquatiche, erbacee o arboree. Nella nomenclatura botanica il genere Lotus comprende, attualmente, alcune specie di Leguminose da foraggio. In passato, Plinio ha chiamato Loto il Bagolaro (Celtis australis), Virgilio lo ha adoperato per indicare il Meliloto (Melilotus officinalis), Erodoto per le piante acquatiche del Nilo (Nuphar luteum), Omero infine ha definito Lotofagi alcuni popoli africani mangiatori di un frutto delizioso, poiché dona l'oblio, che, con buona approssimazione, si può identificare con Zizyphus lotus, una sorta di Giuggiolo. Questo fiore significa bellezza senza fine, sempre rinnovata.
Nuphar luteum
Il nome di questa ninfea, dai fiori gialli, deriva dall'arabo ninufar o nilufar che deriva, a sua volta, dal persiano niloufer. Il fiore è il simbolo della freddezza, probabilmente a causa di una leggenda: la Ninfa Nuphar nutriva una passione non corrisposta per Ercole, al punto di morirne. L'eroe, per vanità, la trasformò in questo fiore in modo che il ricordo di tale passione, per lui lusinghiera, vivesse in eterno.
Nymphaea alba
Letteralmente dal latino significa pianta della ninfa. Questa bellissima ninfea bianca, sfumata di rosa, è il simbolo della sposa novella, in greco nymphé.
Oxalis acetosella
Il nome generico Oxalis è la traduzione latina del nome specifico acetosella, per il gusto acidulo della pianta. Lo schiudersi di questo fiore è presagio di tempo buono. Il suo nome comune è, oltre Acetosella, Alleluja. Il suo significato, nel codice floreale, è: «Fine delle preoccupazioni».
Paeonia officinalis, P. corallina
Dal greco paionios = atto a guarire, salutare. Pianta dedicata a Peone, medico degli dei che, secondo Omero, curò Marte colpito dalla lancia di Diomede, e Plutone raggiunto da una freccia di Ercole. Il messaggio affidato a questo fiore è: «Tu mi dai la serenità».
Papaver rhoeas
L'etimologia del nome Papaver è incerta. Quella della specie si riferisce alla parola greca rheo = colare, in riferimento al suo latice. Questo Papavero, che rosseggia nei campi di grano, è tenero e fragile, appassisce appena colto. Il suo significato è di riconoscenza. Presso i greci e i romani il Papavero era dedicato a Morfeo e a Cerere, dea delle messi. E’ il simbolo del sonno.
I petali hanno proprietà tintorie e sono utilizzati per tingere la lana e l'involucro ceroso dei formaggi olandesi. Altre specie, con fiori di colori diversi, hanno altri significati nel linguaggio dei fiori; il Papavero bianco significa sonno del cuore, quello screziato, sorpresa.
Primula acaulis
Il nome deriva dal fatto che questa pianta fiorisce per prima in primavera. Il suo messaggio è: «Non ho mai amato prima di ora».
Quisqualis indica
Secondo alcune fonti, il nome di questa pianta sarebbe uno scherzo di botanici. In alcuni testi è riportato il nome Quisquilis anziché Quisqualis. È una Combretacea, originaria della Malesia dove si chiama Rangoon creeper (rampicante di Rangoon). Il nome «questo e quello» potrebbe riferirsi al colore dei fiori che varia dal bianco, appena schiusi, al rosa e quindi al rosso. È, ovviamente, simbolo di doppiezza e ambiguità.
Ranunculus sceleratus
Il genere prende il nome dal diminutivo di rana, poiché queste piante preferiscono i luoghi umidi. Secondo alcuni la radice ha la forma di una zampa di rana. Nonostante l'aspetto innocuo e dorato può dar luogo ad intossicazioni. Per questo si è meritata il titolo di sceleratus e rappresenta il pericolo celato nella ricchezza.
Reseda lutea
Il nome deriva dal verbo latino resedare = calmare, poiché calma i dolori. Uno dei suoi nomi volgari è Amorino. Nel linguaggio dei fiori dice: «Le tue virtù e qualità sono migliori del tuo aspetto. Sei bella dentro!».
Robinia pseudoacacia
Questa pianta porta il nome di J. Robin che la introdusse in Europa dall'originario Canada. Acacia è la traduzione della parola greca innocenza. Significa, infatti, amore platonico.
Salvia officinalis
Il nome deriva dal latino e sta ad indicare le qualità medicamentose di questa pianta il cui impiego preserva, rende sani ed integri. «Cur moriatur homo cui salvia crescit in horto?» si domandavano gli antichi romani e questa frase dà la dimensione di quanto tale pianta fosse, fin da allora, considerata benefica. E' il simbolo della buona salute.
Sempervivum tectorum
L'etimologia è chiara e si riferisce all'aspetto sempre vitale, in tutte le stagioni, di questo genere di piante rustiche e resistenti anche al gelo. Nel linguaggio dei fiori, il messaggio contenuto nel Sempervivun è: «So contentarmi di poco». Infatti è il simbolo della frugalità.
Tagetes erecta, T. patula
Il nome generico, di origine etrusca, è di incerto significato. quanto alla specie, erecta ricorda la forma della pianta, mentre patula vuol dire che è una pianta comune, volgare. I fiori di Tagetes sono ampiamente coltivati. T. erecta emana un odore forte e sgradevole che le è valso il nome di Fiore di Morto. Le tagetes sono note come Puzzoline e Carognette.
Tropaeolum majus, T. minus
Il nome del genere deriva dal greco ed è la traduzione di trofeo con riferimento alle foglie a forma di scudo, e al fiore che ricorda un elmo. Queste piante, originarie del Perù, si sono poi diffuse nelle zone umide e montuose del Messico e del Cile. Il loro nome comune è di Nasturzi. Anche questi fiori, come i precedenti Tagetes, sono intensamente coltivati. Si dice che lampeggino prima dei temporali d'estate. Forse è per questo motivo che nel linguaggio dei fiori esprimono «Fuoco d'amore».
Tulipa gesneriana
La parola turca tulbent = turbante ha dato il nome generico a queste piante i cui fiori, troppo noti per parlarne, sono i tulipani, simbolo della magnificenza. Per i turchi è segno di grande stima regalare i tulipani.
Verbena officinalis
Herba Veneris, sacra presso i greci e i romani, incoronava la testa e il caduceo, verga alata con cui Mercurio componeva le liti, dei messaggeri in tempo di pace e di guerra.
Vinca maior, V. minor
Il nome deriva dal latino vincire = legare, a causa del tipo di fusto volubile ed avvolgente. Il fiore di Pervinca era il preferito di J.J. Rousseau. Felice ricordo è il messaggio portato da questo fiore.
Viola odorata, V. hirta, V. tricolor
È il colore del fiore che ha dato il nome a queste piante, che non sono però tutte viola. Secondo la leggenda, Venere non riusciva a decidersi ad amare Vulcano che era brutto e sporco. Questi, allora, si adornò di violette e andò da Venere; la bellissima, stregata dal loro profumo, accettò la corte di Vulcano e lo sposò. Il pensiero di Vulcano, adornato di violette, lascia perplessi soprattutto perché questi fiori erano anche il simbolo della verginità e dell'innocenza. Tra l'altro ornavano, nei funerali, la bara delle vergini.
Zinnia elegans
Il nome che è stato dato a questa pianta è in onore del botanico Zinn. La patria di origine di tale Composita, largamente coltivata in tutti i giardini, è il Messico. Oggi sono in commercio numerose varietà. Nel linguaggio dei fiori sta a significare il falso splendore.
